Spagna

Chi vede Siviglia, vede…

Chi vede Siviglia, vede… 1280 960 Sonia Sgarella

“Ercole mi edificò, Cesare mi cinse di mura e il re santo mi conquistò”: basta una frase per descrivere l’anima di Siviglia, la quarta città in ordine di grandezza della Spagna, capitale della Regione Autonoma dell’Andalusia, terra di Gitani, patria del Flamenco e di tante altre manifestazioni, religiose e non, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, un tempo “Porta d’America” e ancora oggi ponte tra Africa ed Europa, una città dove perdersi tra le tradizioni, in quell’atmosfera sensuale, vitale e spensierata che la rende unica e magica. Siviglia è arte che si dispiega nel dedalo di stradine che la compone e nei suoi monumenti. Siviglia è meraviglia che si assapora lentamente.

1. Storia e geografia

Se sulla leggenda mitologica di Ercole possiamo sorvolare, certamente Siviglia fu abitata dai Romani i quali, guidati da Publio Cornelio Scipione (236-183 a. C.), chiamato poi l’Africano, sconfissero i Cartaginesi nella Seconda Guerra Punica, giungendo alle porte della città nel 206 a.C. I Romani la chiamarono Hispalis, città a cui Giulio Cesare concesse il rango di colonia romana facendone, già da allora, una delle città più importanti di Spagna.

Situata sulle sponde del fiume Guadalquivir, Siviglia si trovava in un punto strategico per quel che riguardava il commercio interno all’Andalusia, una posizione che solo successivamente alla scoperta dell’America nel 1492, gli garantì il ruolo di città più ricca e cosmopolita della Spagna: qui giungevano infatti, a bordo di poderosi bastimenti, le merci provenienti dalle colonie americane che risalivano il fiume raggiungendo l’immenso porto della città.

Wādī al-kabīr (“la grande valle”), vocabolo dal quale deriva la denominazione attuale del fiume, fu il nome che gli venne attribuito sotto il dominio arabo, lo stesso che convertì il nome della città in Ishbīliya, da cui deriva quello attuale. Un dominio che durò a lungo, dall’VIII al XIII secolo circa, che ne influenzò irrimediabilmente arte e cultura e che segnò un periodo di grande fioritura artistica in cui la città si arricchì di importanti monumenti.

Nel 1248 la città fu conquistata dal re Ferdinando III di Castiglia il quale annesse definitivamente Siviglia al mondo cristiano: la città si ripopolò di castigliani e i monumenti musulmani vennero convertiti in chiese o palazzi reali. Siviglia divenne quindi la “Porta delle Indie”, centro commerciale attivissimo ed emporio internazionale, raggiungendo addirittura i 150.000 abitanti. Fu questa un’epoca d’oro e di massima espansione che terminò purtroppo quando, nel 1680, la città di Cadice, venne scelta come porto unico dei traffici con l’America.

Solo nel 1929 Siviglia ritornerà al centro della scena mondiale, grazie all’Esposizione Iberoamericana che si poneva, tra i vari obbiettivi, quello di una riforma urbanistica della città, che potesse sfociare non solo in un incremento del turismo ma nel potenziamento generale dell’economia andalusa. Oggi Siviglia è dunque espressione di una lunga storia, una città visitata da milioni di persone, centro artistico, culturale, finanziario ed economico del sud della Spagna.

Godendo di un clima temperato caldo la città può essere visitata in ogni momento dell’anno nonostante le estati siano molto calde, superando facilmente i 35°C.

2. Monumenti e musei

Uno degli aspetti più importanti di Siviglia è certamente il suo grandioso patrimonio monumentale, un ineguagliabile miscuglio di stili e culture: chiese, palazzi, torri, musei, fortificazioni, il tutto sempre pronto a farvi ombra, in qualunque angolo della città vi troviate. A farla da esponenti sono certamente la Cattedrale, la Giralda e l’Alcazar, situate l’una accanto all’altro in pieno centro, non distanti dagli altri simboli della città: Plaza de Toros, l’Università (ex fabbrica di tabacco) e Plaza de España.

Plaza de Espana

In questa occasione vi vorrei però parlare di attrattive forse meno scontate, meno visitate, per quanto comunque ben conosciute:

Metropol Parasol: per un’ottima vista sui tetti della città. 

Il Metropol Parasol de la Encarnación, detto comunemente setas (“funghi”), è uno dei nuovi simboli della Siviglia moderna. Opera dell’architetto Jurgen Meyer, la sua costruzione è stata terminata solo nel 2011 nel tentativo di riqualificare la vecchia Plaza de la Encarnación. Trattasi della struttura in legno più grande al mondo, di un grande reticolo dalla forma astratta su cui si estende un lungo percorso pedonale che vi regalerà una magnifica vista sui quartieri antichi di Siviglia. L’accesso alla terrazza ha un costo di 3 euro.

Metropol Parasol

Metropol Parasol

Italica: per un ritorno alle origini. 

Quando Scipione l’Africano sconfisse i Cartaginesi, nel 206 a.C., era talmente grato ai suoi soldati che come segno tangibile della sua riconoscenza, fondò per i veterani e per i feriti un oppidum civium romanorum che proprio in ricordo del Bel Paese venne chiamata Italica. La città, che sorge oggi a 9 chilometri da Siviglia, occupò subito un posto privilegiato: se la vicina città di Hispalis (Siviglia) aveva una tradizione più propriamente mercantile, Italica, invece, era al contempo città aristocratica, militare e contadina.

Qui nacque Traiano (53-117 d.C.), che non solo fu il primo imperatore romano originario delle provincie, ma soprattutto quello sotto il cui governo l’impero romano raggiunse la sua massima estensione territoriale. E ancora a Italica vide la luce il suo successore, l’imperatore Adriano (76-138 d.C.). Fu lui a decidere un nuovo ampliamento della sua città natale che coincide proprio con il sito archeologico oggi visitabile.

Italica

Italica

Italica

Circondata da mura, la città nuova aveva al centro il grande foro dominato dal tempio dedicato a Traiano e ampie terme. Il tessuto urbano era disegnato da larghe vie perpendicolari fra loro, che formavano dei lotti rettangolari, le insulae, occupati da spaziose dimore. Tra queste spiccano la “Casa de los Pajaros” e l’“Edificio de la Exedra”, decorate da meravigliosi mosaici. Fuori dalle mura, l’Anfiteatro che con un’ellissi di 153 metri per 131 è il terzo per dimensioni di tutto l’impero romano, dopo il Colosseo e quello di Capua, e il più grande di Spagna.

Italica

Italica

Per raggiungere il sito dirigetevi alla stazione dei pullman di Plaza de Armas da dove ogni 30 minuti partono gli autobus diretti a Santiponce, la cittadina che si trova esattamente in prossimità delle rovine archeologiche. L’ingresso per i cittadini della Comunità Europea è gratuito.

3. Feste e tradizioni

Dalla Semana Santa alla Feria de Abril, dalla Corrida al Flamenco: Siviglia è una città che ama conservare le sue tradizioni, siano esse religiose oppure no. L’importante è uscire per le strade e, con la scusa di qualunque celebrazione, fare festa!

E a proposito di Flamenco: la danza tipica dell’Andalusia viene proposta in numerosi locali di Siviglia, spesso a pagamento. Se volete assistere ad uno spettacolo gratuito ma comunque di qualità e vi trovate in città dal mercoledì al sabato, dirigetevi in Calle Rosario 15, nel locale chiamato El Tabanco de Sevilla, “donde se encuentran los artistas…”

L’11 giugno 2015, proprio lì, ho assistito ad una performance meravigliosa della ballerina (o meglio bailaora, come dicono i sivigliani) Alejandra Aguila. Tutti i video e le informazioni riguardanti le serate li potete trovare sulla loro pagina facebook Cafè Silverio.

Vedi il video della serata https://youtu.be/om-hhRWVt6o?t=4m12s

4. Gastronomia

Tostadas per cominciare la giornata, tapas, cerveza e “tinto de verano” per continuarla! Ecco per voi il nome di un locale assolutamente da non perdere:

El Rinconcillo: un classico nel mondo delle tapas e della ristorazione di qualità. Fondato nel 1670 sembrerebbe essere il più antico ristorante in Spagna! Date un’occhiata al sito internet alla pagina http://www.elrinconcillo.es/it/

El Rinconcillo

Approfitto intanto dell’ occasione per ringraziare il buon vecchio Nicola che mi ha permesso di scoprire questa città e già che ci sono vi consiglio anche il suo bar, di nuova apertura, all’angolo tra Calle Castellar e Calle Maravillas: passate da lui dove la birra vi costa 1 euro e dove il cibo è spettacolare, degno di un vero modenese!

Un ringraziamento particolare anche a Debora per essere stata una grande compagna di viaggio!

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